Testi
Fantasmi d’Oriente
di Floriano Terrano
Nel suo Elogio dell’ombra lo scrittore giapponese Tanizaki Junichiro afferma che Occidente ed Oriente differiscono persino nei fantasmi. Trasparenti e inconsistenti in Europa, in Estremo Oriente i fantasmi sono corporei e dalle sembianze molto umane, se non fosse per l’assenza di gambe e per la tipica posa delle mani chine verso il basso.
In Oriente i fantasmi sono la personificazione delle passioni che animavano i non più vivi. Quando gli uomini muoiono, le loro passioni rimangono sulla terra e diventano visibili sotto l’aspetto di fantasmi. Per nulla disposti a riposare in pace, gli spettri d’Oriente cercano vendetta e sono animati dal rancore per i torti che hanno subito sulla terra.
I fantasmi sono molto spesso amanti traditi, uccisi o morti per aver troppo amato; anche dopo la vita, continua il legame insolubile tra amore e morte.
Così la famosa vicenda di O-Iwa-san, la moglie che si vendica del marito che l’aveva uccisa con l’aiuto della sua giovane amante. Mentre di notte recita i sutra buddisti sulla tomba della moglie O-Iwa, il marito vede con terrore trasformarsi la sua lanterna di carta nel viso sfigurato della consorte. O come il pescatore Koheiji, che, ormai ridotto a scheletro dalla carne a brandelli, accenna un sorriso mentre sorprende a letto sua moglie e l’amante, i suoi assassini. Entrambe queste storie sono state ritratte nelle “Cento storie di fantasmi” di Katsushika Hokusai, il più grande artista dell’epoca Edo-Tokugawa (1603-1867).
Nelle case di campagna c’era l’usanza di riunirsi e raccontare cento storie di fantasmi; dopo ogni storia raccontata, si spegneva una candela. Quando l’ultimo relatore finiva di raccontare la centesima storia, l’ultima candela veniva spenta e nella casa buia si verificava un’apparizione. Le apparizioni dei fantasmi avvenivano nell’ora del bove, ossia tra le due e le quattro del mattino.
Gli orientali, anche quelli che si dicono atei o agnostici, credono nei fantasmi. Ci credono ancora oggi che le loro città sono diventate le più tecnologiche del mondo. Ci credono perché magari li hanno visti o perché i loro amici o parenti dicono di averli visti. Ci credono perché sanno che dentro ogni oggetto, dentro ogni casa, dentro ogni palazzo c’è un mistero che non si può conoscere e che non si può vedere. Ma soprattutto ci credono perché sanno che, se i fantasmi non potrebbero vivere senza gli uomini, anche gli uomini non potrebbero vivere senza fantasmi.





