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Il pollice verde dei Samurai
di Luca Piatti
Anche i samurai avevano il pollice verde ma, come si addice a una casta di guerrieri non potevano dirigere i loro sforzi verso tutte le forme del mondo vegetale, anche in questo caso lo spirito del bushido era rispettato: un solo fiore, un’ orchidea, la Neofinetia Falcata, di piccole dimensioni e di grande bellezza. Per la sensibilità occidentale non è altro che una delle tante varietà di orchidea in commercio, facilmente reperibile, dal costo contenuto, ma nella terra del Sol Levante era ed tutt’ ora è un simbolo. Una pianta di alto rango e altamente considerata, dalla storia unica. L’ undicesimo Shogun, Ienari Tokugawa, che ha retto le sorti del Giappone dal 1773 al 1837, ha amato questa pianta tanto da collezionarne duecento esemplari. La coltivazione di questa orchidea era permessa solo nelle case dei samurai, i feudatari portavano i loro “ gioielli verdi “ negli spostamenti periodici verso Edo, l‘ odierna Tokyo, questo ben spiega il soprannome di “ Orchidea dei Samurai “. E’ giusto chiedersi come mai una casta guerriera abbia trovato assonanza con un’ orchidea, tutto risiede nella forma del fiore, una forma ben nota ai samurai che ci vedevano una raffigurazione del Kabuto, l’ elmo da guerra, era assegnato anche all’ impianto nel vaso un valore simbolico, se ben eseguito rappresentava simbolicamente il coraggio e la corretta formazione del bushi.
In Giappone questa orchidea è chiamata Fuuran, abbreviazione del più completo nome “ Keiran Ichimei Fuuran”, termine che possiamo tradurre in “ Orchidea del vento “, nome ancora usato per orchidea nella forma più comune in natura. Il nome scientifico, Neofinetia Falcata, ci dice che appartiene al genere Neofinetia, per molto tempo rappresentato dall’ unica varietà Falcata, ad indicare la curvatura dello sperone del fiore, ripresa anche dalle foglie, nel 1996 si è aggiunta una seconda specie la richardsiana, con lo sperone più corto e spontanea in Cina e Korea, la terza specie è del 2004, la xichangensis, è ancora in dubbio, se confermata si caratterizza dallo sperone corto, diretto sul davanti e con fiore tendente al rosa.
La Fuuran fiorisce in estate, il fiore comunemente è di colore bianco, profuma la sera ed è dotato di un lungo sperone, circa quattro sei centimetri nella varietà Falcata, e un centimetro nella varietà richardsiana. La lunghezza dello sperone è dovuta alle caratteristiche dell’ insetto impollinatore, una farfalla notturna.
Solo con il periodo Meiji, 1868 – 1912, la coltivazione di questa orchidea ha potuto svincolarsi dall’ influenza dei samurai, le Fuuran poterono essere possedute e coltivate da chiunque, i ricchi commercianti influirono sul prezzo delle piante tanto da far aumentare in modo considerevole i prezzi, inizia un’ autentica mania ancora esistente e rappresentata dalla associazione orchidofila Nihon Fuukiran Kai, Società Giapponese delle Neofinatie. L’ amore dei giapponesi per le forme atipiche ben è rappresentato dal reperimento in natura di una pianta di Fuuran con fiori o vegetazione differenti dalla forma conosciuta e comune. La pianta se dopo anni di coltivazione mantiene la variante, viene elevata a Fuukiran, attualmente ne esistono 171 registrate e il loro elenco viene pubblicato seguendo la composizione e lo stile riservato ai nomi dei lottatori nelle locandine per i tornei di Sumo, se volessimo pensare al valore economico di queste varietà potemmo pensare al costo di una casa con giardino.
In Giappone e in Cina troviamo raffigurazioni e libri su questa orchidea fin dal XVII secolo, ma il nome Neofinetia deriva dal botanico francese Achille Finet, 1862 – 1913, studioso di orchidee giapponesi e cinesi e la specie fu ufficialmente segnalata da Carl Peter Thunberg nel 1794 suo libro intitolato Flora Japonica.
Saper che le orchidee in Giappone sono coltivate con successo da secoli certamente sgomenta chi fra noi lotta per far fiorire la propria pianta almeno una volta, non consola certo conoscere i maldestri tentativi europei del XIX secolo ma, la facile reperibilità e il contenuto costo della forma classica dell’ orchidea dei samurai può almeno farci scoprire se il samurai nascosto dentro di noi ha il pollice verde.








