Archivio eventi 2006/2007
In questa area del sito potrete trovare l'elenco degli eventi organizzati dall'Associazione oppure che hanno in qualche modo coinvolto i suoi soci.
[Eventi 2008] [Archivio Primavera/Estate 2008]
| Fino al 30 Dicembre 2007 |
Kabuto, l'elmo giapponese |
Fino al 30 Dicembre 2007 presso il Museo Chiossone sarà esposta la collezione di elmi antichi appartenenti al Museo.
Fin dal periodo Heian (794-1185) il tipico elmo giapponese ha il coppo conformato a scodella (hachi), composto di piastre triangolari accostate e con gli orli ribattuti gli uni sugli altri, così da formare un sistema di giunture a costole (suji). Questo tipo di elmo è denominato sujikabuto, elmo a costole e, pur essendo abbastanza leggero, è notevolmente rigido e offre ottima resistenza ai fendenti di spada. Per Informazioni: Telefono - 010 542285 |
| 24, 25 e 26 Dicembre 2007 |
L'ape e Dio - Natale 2007 |
「蜂と神さま」 「L'ape e Dio」
Il tempo scorre, la fine dell’anno è vicina. Nel frastuono di questi giorni, la festa di Natale è come un’oasi spirituale. La Cappellania cattolica giapponese di Milano invia a tutti l’augurio della pace. Agli amici giapponesi e italiani propone la celebrazione della santa messa natalizia e invita a visitare il presepio in ORIGAMI, preparato da alcune giovani giapponesi che vivono in Italia. L’origami, letteralmente: piegare la carta, è un’arte tradizionale del Giappone, oggi diffusa anche in Italia. Per la sua lievità e policromia, descrive in modo semplice la condizione umana di fronte al mistero della grazia divina. I bambini ne restano incantati! Guidati da una delle giovani artiste, i bambini possono comporre un’origami semplice e portarselo a casa. Gradita una piccola offerta in forma libera. Visite del presepio:
Santa Messa (lingua giapponese e italiana)
Luogo: Piazza Duomo 18 Per maggiori informazioni è disponibile per il download il comunicato stampa dell'evento anche in lingua giapponese. Per Informazioni: |
| 1 Dicembre 2007 |
Mostra "Piacere in Terra" |
Bruno Gallotta in collaborazione con La Stella del Mattino presenta "Piacere in Terra", mostra esposizione di ceramiche raku opera di Massimo Moroni. L'inaugurazione si terrà Sabato 1 Dicembre e la mostra rimarrà aperta fino al 13 Dicembre con i seguenti orari: Per Informazioni: |
| Novembre 2007 |
Corso di Yuzen |
Nel mese di Novembre 2007 si terrà un corso di Yuzen (decorazione della stoffa per Kimono) tenuto da Kazuko Kataoka. Il corso si terrà presso il ristorante giapponese Oasi Giapponese in via Montecuccioli 8, a Milano, nelle giorante di Lunedi e Giovedi, dalle ore 15:00 alle ore 17:00 E' disponibile per il download il Modulo d'Iscrizione Per informazioni: Kazuko Kataoka |
| Dal 24 Novembre 2007 al 15 Gennaio 2008 |
Yoshiko Noda, la borsa di zucca |
A partire dal 24 Novembre 2007 fino al 15 Gennaio 2008 la Galleria Corraini Arte Contemporanea presenta la mostra di disegni, tavole, incisioni di Yoshiko Noda "la Borsa di Zucca". La mostra sarà visitabile da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30 con chiusura lunedì mattina e festivi. Per maggiori informazioni è disponibile per il download il comunicato stampa dell'evento. Per Informazioni Telefono - 0376 322753 |
| 26 Novembre - 4 Dicembre 2007 |
Mostra Suminagashi |
Lunedi 26 Novembre si terrà presso la galleria Surimono l'inaugurazione della mostra Suminagashi. La mostra sarà aperta dal 27 Novembre al 4 Dicembre 2007. Saranno in mostra opere di: Maki Yoshimori Il Suminagashi è un’antica tecnica giapponese di decorazione della carta con inchiostro nero, secondo alcuni la più vecchia forma di marmorizzazione. Le prime tracce di questa tecnica si trovano in Cina circa 2000 anni fa ed è stata molto praticata in Giappone dai monaci Shinto fin dal XII secolo. Suminagashi significa letteralmente “inchiostri fluttuanti”. Gli strumenti sono gli stessi usati nella calligrafia, detti "quattro tesori": "sumi" il bastoncino d’inchiostro, "suzuri" la pietra, "fude" il pennello e "kami" la carta. Le linee morbide e sinuose, ma anche spezzate e irregolari dei disegni Suminagashi evocano gli elementi della natura amati da sempre dalla cultura orientale. L'essenzialità dei materiali, le poche e semplici regole, il silenzio e la concentrazione che spontaneamente avvolgono chi disegna, la sorpresa gioiosa nel vedere fluttuare l'inchiostro e la magia del foglio di carta che dall'acqua raccoglie la memoria fanno del Suminagashi una tecnica di meditazione attiva di rara bellezza. Per maggiori informazioni è disponibile per il download la locandina dell'evento. La mostra si terrà presso: Galleria Surimono |
| 22 Novembre - 9 Febbraio 2008 |
Mostra Sfacciatamente Pittura |
Dal giorno 22 Novembre al giorno 9 Febbraio 2008 si terrà presso la Galleria Morone la mostra Sfacciatamente Pittura degli artisti Piermario Dorigatti e Tetsuro Shimizu. …alcuni procedono lentamente, altri con grandissima furia… SFACCIATAMENTE PITTURA Due artisti, Piermario Dorigatti e Tetsuro Shimizu, di Trento il primo, di Tokyo il secondo. Hanno in comune poche cose: la formazione presso l’Accademia di Brera, la loro vita a Milano e un rapporto ostinato con la pittura. Un rapporto tenacemente indifferente alla mode e agli imperativi categorici del “sistema dell’arte”, una fedeltà di ricerca che nel corso di oltre un decennio si concretizza in una cifra personale inconfondibile. Scarto, ritorno, approfondimento, palpito, ripetizione e di nuovo scarto, su una lunghezza d’onda costante, i due artisti procedono come certi grandi maestri del passato: le bottiglie di Morandi, le montagne Saint-Victoire di Cézanne… Così la scrittura furiosa di Dorigatti e la stesura lenta di Shimizu interrogano all’infinito la materia della pittura, della propria coscienza e della sensibilità dello spettatore. Dorigatti su supporti per lo più trovati (new vintage painting?), intreccia, blocca e costruisce l’irruenza della scrittura automatica intorno a racconti surreali, pretesti intorno a cui si rapprende la pittura uno strato dietro l’altro, fino a sopraffare la narrazione nel punto di equilibrio della forma. Shimizu procede invece come un artista rinascimentale, progetta su carta con il disegno e il gesso colorato, costruisce i telai e i supporti sin nel dettaglio dei bordi smussati, abolendo la geometria dell’angolo retto, prepara la tela “alla maniera antica “ e procede stesura dopo stesura alla costruzione dello spazio, dalla materia della pittura verso la meta che egli si prefigge in qualche luogo tra le corde più intime della psicologia di chi guarda… Tra i due artisti il confronto proposto dalla mostra comune presso la Galleria Morone è intenso, e costituisce una sfida che mette alla prova “i sensi” in un discorso fatto di continui contrappunti. La mostra si terrà presso: |
| 16-19 Novembre 2007 |
Feel Japan's Beauty |
Percepire la bellezza del Giappone attraverso la maestria artigiana del Bambù di Beppu. Dal 16 al 19 Novembre alla Galleria dell'Orso. |
| 7 Novembre 2007 alle 18:00 |
La Sacerdotessa e lo Shōgun |
Franca Feslikenian, Amanda Gesualdi e la casa editrice Italia Press organizzano la presentazione del libro "La Sacerdotessa e lo Shōgun" di Amanda Gesualdi, con la partecipazione straordinaria del Maestro Sergio Parisini. La presentazione si terrà presso: |
| Giovedi 15 Novembre 2007 dalle 19:30 |
Cerimonia del Tè |
| L’associazione Culturale Urasenke di Milano presenterà la Cerimonia del Tè La presentazione avrà luogo presso la sede dell'Associazione Culturale Urasenke di Milano in via Ripa di Porta Ticinese, 53. |
| Dal 6 Novembre 2007 al 31 Gennaio 2008 |
Mizoguchi Kenji: un' implacabile perfezione |
In occasione della decima edizione di Lo sguardo dei Maestri, Visionario (Udine) e Cinemazero (Pordenone) presentano la retrospettiva Mizoguchi Kenji: un’ implacabile perfezione. Convegno Internazionale di Studi Visionario, Udine il 1 e il 2 febbraio 2008 Dopo aver presentato l’opera di Bresson, Buñuel, Tati, Ophüls, Dreyer, Fellini, Bergman, Welles e Resnais Lo Sguardo dei Maestri, giunto alla sua decima edizione, ripercorrerà la carriera di Mizoguchi Kenji (1898-1956) uno dei registi ritenuti universalmente tra i più grandi maestri della storia del cinema. Dei “tre big” che rappresentano per antonomasia il cinema giapponese classico - Mizoguchi, Ozu, Kurosawa - stranamente Mizoguchi è in Italia quello meno frequentato a livello di grande pubblico. Per molti giovani e per molti appassionati di cinema il geniale autore giapponese è un nome famoso, ma non un’esperienza cinematografica diretta. Per Lo sguardo dei maestri 2007 – 2008 sarà dunque un ritorno al “cinema” inteso nella sua accezione classica e allo stesso tempo moderna. Mizoguchi come l’apostolo di un Mestiere, non casuale, approssimativo, distratto: ma creatore di cinema in forma di assoluta perfezione, ricco di un codice morale che si trasforma in stile, in rigore estetico. Rigore e perfezione sono infatti le parole chiave del suo “segno” che ci seduce ancora oggi per la sua semplicità. L’arte di Mizoguchi è complessa proprio perché e la più semplice: pochi effetti, stacchi, montaggio interno all’inquadratura, ricerca della profondità di campo, movimenti di macchina lenti e ieratici a dare uno stile a racconti di folgorante splendore dove l’immagine è purificata. Non c’è mai nulla di troppo. Un realismo che porta con sé un elemento evidente di astrazione che connota la sua carriera cinematografica come quella di un autentico maestro. La rassegna non presenterà l’intera filmografia dell’autore (ammontante a una quarantina di film sopravvissuti sugli oltre gli ottanta realizzati) ma una corposa selezione di 11 titoli che si aprirà coi due film ritenuti pressoché unanimemente i suoi capolavori: Racconti della luna pallida d’agosto (Ugetsu Monogatari) e Vita di O-Haru, donna galante (Saikaku Ichidai Onna). La carriera di Mizoguchi ha attraversato il cinema giapponese dalla sua formazione negli anni ’20 (purtroppo le sue opere mute sono andate perdute, con ben poche eccezioni) fino agli anni ’50, nei quali realizza i suoi film a colori. Il suo ultimo capolavoro, La strada della vergogna (Akasen Chitai), è del 1956; il regista morirà lo stesso anno mentre è impegnato nella preparazione di un altro film. 11 titoli (la retrospettiva - avrà luogo sia a Udine che a Pordenone - verrà inaugurata il 6 novembre prossimo) e un Convegno Internazionale di Studi che si svolgerà a Udine il 1 e il 2 febbraio 2008 con la partecipazione dei maggiori esperti dell’opera del regista giapponese e tra cui dalla Francia Jean Douchet, René Prédal e Alain Masson, dal Giappone Yomota Inuhiko, dagli Stati Uniti Joanne Bernardi e dall’Italia Roberta Novielli, Adriano Aprà e Dario Tomasi che ne è il curatore. Come per le precedenti edizioni la raccolta degli atti sarà pubblicata al termine dell’iniziativa. un'iniziativa del Per maggiori informazioni è disponibile per il download il programma completo e la locandina della rassegna. |
| 6 Novembre 2007 alle 18:30 |
Inaugurazione della mostra "Casual Connection" degli artisti Kazuko Nishio e Jutka Csakanyi |
Kazuko Nishio rappresenta un esempio della fedeltà agli studi che qualificano un’evidente personalità, nel rifiuto di improvvisazione e approssimazione, a favore di un disegno che ha conservato negli anni schiettezza e nitore, frutto di una vocazione stimolante al punto tale da trasformarsi in esigenza indifferibile. Lavora su elementi vari per trarne d’istinto una figurazione immaginata. Grazia, inventiva, impegno, per rendere un’immagine composita fra idea e sensazione. Una pittura piena di desideri, di un’esistenza più legata alla terra, più innocente ed umana. La sua visione estetica riflette la sua personalità , il suo carattere, la sua esperienza e la sua cultura. La sua tavolozza tende ai toni smorzati; ama colori effimeri, luminosi e fosforescenti. Ogni suo quadro racchiude una combinazione di pensieri, sentimenti, motivazioni che lo hanno ispirato; una pittura di immagini ferme, pulite, che esperte rispetto morale per la sua arte e qualità del suo “mestiere”. Il suo Giappone e in ogni sua opera che, carica di significati, si offre a vaie interpretazioni e libera la fantasia. Kazuko Nishio è nata a Kamakura in Giappone. Laureata in Architettura d’interno all’Università “Woman’s Fine Arte of Callege” di Tokyo. In Italia dal 1972 si e diplomata in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Milano sotto la guida di Luca Crippa. Mostre recenti: 1991 Mostra personale alla galleria “San Fedele”(Milano). / 2002 Mostra personale presso Consolato del Giappone di Milano. / 2003 Mostra collettiva alla galleria “Arte Giappone” (Milano). / 2005 Mostra collettiva alla “Aus 18”I (Milano). / 2006 Mostra personale presso Consolato del Giappone di Milano. Ricordano, l’ultime sculture di Jutka Csakanyi, un fenomeno di germinazione delle forme, che mescola agenti naturali (come l’acqua e il vento), organismi viventi (come germogli vegetali), immagini oniriche. La stessa idea di un flusso della forma rimanda a quella di sequenza, a una crescita non solo dell’immagine ma temporale. Non credo sia privo di significato, anche se involontario, che sull’uomo vestito da ussaro, “tenuto insieme” dai suoi bottoni che lo allacciano e lo costringono ad un aspetto di uomo, proprio su di lui si appoggi una farfalla, immagine, nella tradizione iconografica, di psyché, l’anima che si sprigiona al momento della morte. La presenza dell’animale, o la stessa metamorfosi dei corpi in forme animalesche, genera il sorriso e l’ironia, che ancora richiamano quei territori enigmatici della psiche, inesplorati e inconsci, accessibili talvolta al motto di spirito, al gioco delle libere associazioni. Il vuoto pure vede un’evozione nell’opera di Jutka. La cavità, il buco, la frammentazione nascono da una sorta di claustrofobia, della necessita di aprire l’opera. Ma se nei primi guerrieri e nelle contemporanee teste meccaniche la rottura serviva a negare il mero sviluppo narrativo e logico, ora l’incavatura si dispone come il luogo dell’aria, che circola all’interno della scultura. Le figure vogliono respirare, come fossero vive. Quest’aria è un movimento vitale, è l’infinito all’opera, nell’opera. Infinito che, per Jutka Csakanyi, è la natura stessa. Jutka Csakanyi è nata a Budapest in Ungheria, dove ha conseguito il diploma di maturità. Prosegue gli studi in Italia. Si iscrive a psicologia e ad altri corsi. Frequenta una scuola d’arte a Milano. Si iscrive alla facoltà di scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera dove allieva dello scultore Filippo Scimeca. La scultura diventa l’espressione artistica più completa. L’argillia e il materiale che preferisce, un materiale povero ce evoca archetipi lontani e lei trova la sua essenza. Mostre recenti: 2005 Super Studio (Milano) , Hotel Diana (Milano) , Biennale di Firenze. / 2006 Accademia d’Ungheria di Roma. / 2007 Galleria Merighi (Varazze), Mostra Internazionale di Budapest per artisti ungheresi residenti all’estero (Budapest), Mostra personale al Consolato d’Ungeria di Milano. La mostra si terrà presso la sede dell'Associazione Culturale ARTE GIAPPONE in Vicolo Ciovasso, 1 a Milano. La mostra sarà aperta fino al 28 Novembre 2007 con i seguenti orari: 14:00 - 19:00 e chiusura lunedi e festivi. Per informazioni: Telefono e fax - 02/865138 |
| 26 Ottobre 2007 |
Due carpe: acqua/terra - villaggio/città - Fenomenologie |
Padova, venerdì 26 ottobre 2007 – È stata inaugurata oggi a Padova la mostra monografica di Kengo Kuma “Due carpe: acqua/terra - villaggio/città - Fenomenologie”, nell’ambito della terza edizione della Biennale Internazionale di Architettura “Barbara Cappochin”. L’architetto giapponese, ospite d’onore dell’evento, ha allestito presso il Palazzo della Ragione, uno dei Saloni più suggestivi al mondo, una personale inedita di rara bellezza e originalità, vera opera d’arte contemporanea. Un viaggio ideale che da una delle opere architettoniche simbolo di Padova si snoda attraverso l’antica tradizione nipponica, coinvolgendo il pubblico in un percorso tanto originale quanto emozionante. Due imponenti strutture a forma di carpa, visitabili anche dall’interno e costruite in organza, insieme a una pedana di vetro retroilluminata fungono da schermi per le proiezioni delle opere più celebri dell’architetto giapponese, che racconterà, così, il proprio percorso professionale e artistico. L’uso delle carpe, che in Giappone sono il simbolo della nuova vita, rappresenta «il legame stretto fra il nuovo design dell’architettura e la tradizione, oltre che un ponte ideale tra Italia e Giappone». Da sempre attento all’utilizzo dei materiali e all’equilibrio dell’opera con l’ambiente che la circonda, Kengo Kuma preferisce il legno al calcestruzzo e utilizza i materiali naturali non solo come rivestimento, ma anche come elementi strutturali. «L’obiettivo della mostra - spiega - è quello di trovare una sinergia tra l’impianto statico di questo storico Palazzo e la struttura leggera e armoniosa dell’allestimento, perché la creazione artistica si sposi con il contesto». E rispetto alle possibili difficoltà di natura scenografica generate da un allestimento d’arte contemporanea in uno spazio di età medievale, Kuma chiarisce: «Quando si mettono insieme due dimensioni così diverse, si crea qualche cosa di nuovo. Questo edificio - aggiunge - è stato costruito nel Medioevo, ma è in sé uno spazio che definirei futuristico. Resta importante allora raccogliere e individuare l’essenza della sua originalità e abbinarla a quanto può esserci di nuovo nella mia esposizione, in modo da creare una nuova filosofia». Motiva così la scelta di Kengo Kuma per l’edizione 2007 della Biennale Giuseppe Cappochin, presidente dell’Ordine provinciale degli Architetti e della Fondazione “Barbara Cappochin”, promotori dell’evento: «Scegliere Kengo Kuma è stato innanzitutto un omaggio all’architettura giapponese, già premiata con l’opera del giovane Jun Igarashi nell’edizione 2005 del Premio. Ci conquistano e ci affascinano in particolar modo la sua straordinaria sensibilità progettuale, il suo intenso rapporto con la natura nel costante tentativo di utilizzare l’architettura come occasione per far emergere specifiche qualità di un luogo, lo studio meticoloso dei materiali che gli consentono di ottenere soluzioni inusuali, ricercate ma anche ambientalmente sostenibili».
Kengo Kuma è uno dei principali architetti giapponesi contemporanei. Nato a Kanagawa nel 1954, si è laureato all’università di Tokyo nel 1979. Dal 1985 al 1986 è stato Visiting Scholar presso la Columbia University di New York e all'Asian Cultural Council, nel 1990 ha fondato lo Spatial Design Studioal. Dal 1998 al 1999 è stato professore alla Facoltà di Enviromental Information della Keio University, e ha fondato lo studio Kengo Kuma & Associates. Dal 2001 è professore presso la Keio University.
Tra i suoi progetti si segnalano la nuova sede della Louis Vuitton di Tokyo, lo Hanging Garden a Fukusaki (2004) il Museo d’Arte della prefettura di Nagasaki (2005), la casa-prototipo della Grande Muraglia nelle vicinanze di Pechino. Ha ricevuto numerosi rioconoscimenti, tra cui il Gran Premio dell’Istituto di Architettura giapponese (2000) e il Premio internazinale “Spirit of Nature - Wood Architecture Award” per l’uso del legno nella progettazione (2002). Secondo la giuria di quest’ultimo, Kengo Kuma “ha la capacità di combinare con successo elementi tradizionali e nuovi producendo un’architettura schiettamente moderna e, al tempo stesso, rispettosa del contesto in cui si colloca”. Per ulteriori informazioni sull'artista è disponibile per il download il profilo completo dell'architetto Kengo Kuma.
L’allestimento di Kengo Kuma, curato dall’artista in collaborazione con l’architetto Carlotta De Bevilacqua, sarà visitabile fino al 27 gennaio 2008. Orari: dal martedì alla domenica, ore 9.00 – 18.00 (ingresso 7 euro). Per informazioni e visite guidate: |
| 24 Ottobre 2007 |
Dipinti Zen |
Renzo Freschi – Oriental Art dal prossimo 24 ottobre presenta, nei locali della Galleria in via Gesù 17, la mostra “Dipinti Zen”. Un’antologia di dipinti stimolante non solo per gli amanti dell’arte orientale e giapponese in particolare ma anche per gli appassionati di pittura moderna e contemporanea. Il successo e l’interesse per questo genere pittorico è provato dalle numerose mostre organizzate nelle piazze internazionali più attive e all’avanguardia, non da molto a New York si sono chiuse le porte di una straordinaria raccolta di dipinti Zen medioevali, e nel 2008 Boston ospiterà una importante collezione privata proveniente da Sideny (2006). Le opere che compongono la mostra sono state eseguite da famosi ma anche anonimi monaci e laici vissuti tra il 1700 e gli inizi del ‘900 che, attraverso calligrafie, essenziali ritratti dei più importanti maestri Zen e simboli astratti hanno cercato di rappresentare – rendere intelligibile – la storia del pensiero Zen, dei suoi temi e dei soggetti più caratteristici. Originariamente la pittura Zen era utilizzata dai monaci per spiegare le argomentazioni religiose alla popolazione illetterata. Ancor oggi chi esegue questi dipinti persegue gli stessi scopi e si ispira ai medesimi concetti. Ecco perché, per lungo tempo la pittura zen non la si è considerata arte, ma solo un esercizio intellettuale. I 27 dipinti esposti, eseguiti con inchiostro su carta e incorniciati secondo la tradizionale tecnica a rotolo su un fondo di carta o seta rappresentano gli oggetti propri della cultura Zen come il cerchio Zen (Enso), la perla fiammante (Tama) e il bastone (Tetsubo). Altri propongono, con pochi e rapidi segni, personaggi quali Daruma, il monaco indiano considerato il fondatore dello Zen, o il duo comico Kanzan e Jittoku , eccentrici personaggi che incarnano la spontaneità dello spirito zen. Soggetti, questi, di origine popolare con un gusto che non disdegna il comico e l’impertinente. Tecnicamente, a partire dal XVII secolo la pennellata della zenga diviene forte e immediata perché la spontaneità del segno riflette la coerenza tra consapevolezza interiore e gesto formale. Talvolta gli artisti esplorano il campo dell’astratto e i dipinti diventano veri e propri koan grafici. La mostra “Dipinti Zen” è essenzialmente una mostra di pittura, ma l’osservazione attenta di queste opere permetterà di apprezzarne la qualità estetica e di cogliere lo spirito sottile e quasi iniziatico dell’arte zen. I 27 dipinti presentati da Renzo Frechi sono stati scelti uno ad uno con cura e perizia tanto che le opere vivono indistintamente per il loro valore estetico come per quello simbolico e culturale. Singolarmente o in coro, trasmettono il buon gusto e la vivacità culturale che hanno accompagnato passo dopo passo la composizione della raccolta e della mostra. Un elegante e rigoroso - nell’estetica come nei contenuti - catalogo di 12 pagine presenta 16 opere accompagnate dall’introduzione di uno studioso svedese che ha vissuto a lungo in Giappone.
“Dipinti Zen” pur non avendo evidenti legami con la mostra di ritratti cinesi presentata nell’autunno scorso da Renzo Freschi ne è in qualche modo legata: come la precedente introduce e fa conoscere uno dei tanti aspetti della pittura orientale meno conosciuti in occidente. Non è un azzardo parlare di genere pittorico riferendosi a tali opere, infatti, se per lungo tempo questi giochi d’inchiostro su carta – per altro d’una raffinatezza sublime – sono stati considerati semplicemente dei divertimenti intelligenti in Giappone, ormai da tempo, costituiscono una vero e proprio genere artistico assolutamente a se stante, una scuola stilisticamente inconfondibile: la zenga. Opinione che ha varcato i confini dell’arcipelago nipponico connotando, anche in occidente, questi calligrafici esercizi pittorici come un’importante espressione artistica e non solo una manifestazione concreta del pensiero religioso Zen. Non a caso, ultimamente, la pittura Zen suscita nel mondo occidentale un grande interesse oltrepassando il superficiale interessamento verso le filosofie e religioni orientali, nate nel segno di una “moda” che vuole l’esotico come simbolo di superiorità intellettuale. La pittura Zen, lineare nei suoi segni calligrafici, simboli e astrazioni, è vista come una pittura concettuale, astratta. Una pittura molto moderna.
Via Gesù, 17 – 20123 Milano
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| Giovedi 18 Ottobre 2007 dalle 18:30 |
Inaugurazione della mostra "Incarnazione di Fiori" dell'artista Miyoshi Hawkes |
Miyoshi Hawkes vive e lavora a Nasu, nota stazione climatica del Giappone. La sua carriera creativa è iniziata come disegnatrice di grafica e soprattutto dopo l’aver appreso la tecnica dell’ antica tintura “bingata” la cui origine presumibilmente risale al tredicesimo secolo presso Okinawa, isola dell’estremo sud del Giappone. Miyoshi Hawkes unisce tale tecnica a quella della tintura occidentale “stensil”, particolarmente conosciuta in Inghilterra e che si serve di cartamodelli, adoperando della tintura vegetale da basi ricavate interamente della natura e tingendo le fibre naturali con delle sostanze coloranti ottenute dalle piante (fiori di ciliegio, gardenia, assenzio selvatico, eccetera.) del proprio paese. La sua nuova collezione legata al tema della “incarnazione di fiori” viene presentata presso l’Associazione culturale ARTE GIAPPONE a Milano con una esposizione di abbigliamento femminile realizzato in maniera tanto raffinata da potersi definire opera pittorica per quanto riguarda soprattutto la tecnica di tintura e la sensibilità del lavorato e la cui ispirazione è tratta dalla “metamorfosi” delle ninfe dei fiori. Miyoshi Hawkes ha tenuto numerose personali nel proprio paese natale a partire dal 1996. Ha inoltre pubblicato i libri: “Mio Stensil” (Tokyo, Editore Bunka 1991) e “Stensil nei fiori di bosco” (Tokyo, Editore Bunka 1993). La mostra si terrà presso la sede dell'Associazione Culturale ARTE GIAPPONE in Vicolo Ciovasso, 1 a Milano. La mostra sarà aperta fino al 31 Ottobre 2007 con i seguenti orari: 14:00 - 19:00 e chiusura lunedi e festivi. Per informazioni: Telefono e fax - 02/865138 |
| Giovedi 18 Ottobre 2007 dalle 19:30 |
Cerimonia del Tè |
| L’associazione Culturale Urasenke di Milano presenterà la Cerimonia del Tè La presentazione avrà luogo presso la sede dell'Associazione Culturale Urasenke di Milano in via Ripa di Porta Ticinese, 53 Per ulteriori informazioni potete scaricare il programma dettagliato dell'evento. |
| Domenica 7 Ottobre 2007 dalle 14:30 alle 19:30 |
Presentazione Associazione |
| In occasione della presentazione delle nuove attività del dojo Rasen Budo Zen, Alberto Moro, Luca Piatti e Nicola Casamassima presenteranno l'associazione e il sito www.giapponeinitalia.com. |
| Maggio 2007 |
Premio Letterario Nazionale di Haiku - ed. 2007 |
Premiazione del Premio Letterario Nazionale di Haiku, organizzato con il patrocinio di:
Per maggiori informazioni è possibile scaricare il Bando di Concorso. |
| 12 Dicembre 2006 |
L’arrivo del capodanno |
Una serata dedicata al Sake e ai Kamaboko serviti nelle porcellane di Fukagawa-seiji I samurai e le loro armi Conferenza con diapositive a cura di Luca Piatti Martedì, 12 Dicembre 2006 ore 18:30 In Giappone il capodanno è la festa nazionale più celebrata, in questo periodo riaffiorano le più vive usanze tradizionali. I primi tre giorni del mese di gennaio sono per i giapponesi il momento dell’anno più importante, assumono un valore religioso e sociale, i festeggiamenti mirano a scacciare gli avvenimenti indesiderati, i cattivi ricordi dell’anno trascorso e propiziare la buona fortuna per l’anno nuovo. Ogni giapponese, indossando il kimono, si reca al tempio della propria città per pregare per la salute, la sicurezza della vita e la fertilità del proprio nucleo famigliare. Il tempo rimanente viene trascorso in famiglia e con amici, si donano biglietti e doni augurali, si beve sake e si mangiano cibi caratteristici, come il mochi, un gnocco di riso pestato, il kazunoko, uova di aringa o la soba, lunghi spaghetti che vogliono augurare una lunga vita. Se il capodanno è la festa tradizionale giapponese più sentita, i samurai e le loro affilate lame sono la vera incarnazione dello spirito tradizionale del Sol Levante, le armi maneggiate dai guerrieri giapponesi sono considerate veri e propri oggetti d’arte, nate assieme alla nascita dello stesso Giappone, riconosciute come la più caratteristica forma d’ arte giapponese., venerate in patria e idolatrate in tutto il resto del mondo. Luca Piatti è il titolare del negozio Kottoya, negozio di antiquariato giapponese specializzato nel commercio delle armi dei samurai, laureato in conservazione dei beni culturali, pratica iaido e kendo. La conferenza si terrà presso il Fukagawa-seiji - Milano Studio / l’Associazione Culturale Arte Giappone Vicolo Ciovasso, 1 (zona Brera) Il costo della partecipazione è di 5 Euro, comprende un assaggio del Sake e di Kamaboko, pesce macinato. Se desidera partecipare la preghiamo di confermare telefonicamente, per e-mail o fax FUKAGAWA-SEIJI Milano studio L’ Esposizione dei Komono, “piccoli oggetti della cultura giapponese“, avverrà dal 13 al 22 dicembre, con il seguente orario: dalle 12,00 alle 19,00 lunedì e festivo chiuso. |













